L’Atto di indirizzo sui criteri tecnico – scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei del Decreto ministeriale redatto in data 10 maggio 2001, sottolinea la necessità di dotare il museo “di personale in quantità sufficiente e con adeguata qualificazione in relazione:
– alle sue dimensioni
– alle caratteristiche delle collezioni
– alle responsabilità e funzioni del museo stesso, anche in rapporto con le altre istituzioni del territorio
– all’esigenza di garantire continuità e stabilità ai servizi”
Sempre dallo stesso, si evince come le molteplici funzioni del museo (in primo luogo conservazione e gestione delle collezioni, accesso ai servizi al pubblico, sicurezza, ricerca) possono essere svolte solo a condizione esso disponga di personale sufficientemente qualificato.
Diversi sono gli ambiti di attività del museo e variano da incarichi rilevanti come il direttore, che nei musei statali italiani può coincidere con o essere subordinato al soprintendente, ad incarichi meno prestigiosi ma ugualmente essenziali per il suo funzionamento come il funzionario responsabile delle collezioni o dell’organizzazione di mostre ( che nel mondo anglosassone si chiama curator e in quello francofono conservateur), il restauratore, che si occupa della conservazione del manufatto, il catalogatore che attua la schedatura scientifica dei pezzi in collezione, il responsabile dei servizi educativi, che cura le relazioni con il pubblico e principalmente con scuole ed università. poi ancora l’esperto in comunicazione, ovvero l’addetto all’ufficio stampa, il responsabile tecnico, della sicurezza, dei depositi, della biblioteca e degli archivi, gli addetti alla vigilanza e all’accoglienza al pubblico.
Tutte attività che si svolgono prevalentemente in modalità back office: il visitatore, solitamente, incontra solo gli addetti all’accoglienza e alla vigilanza.
A questi compiti, inoltre, negli ultimi tempi, si sono aggiunti: il fundraising, il marketing e la gestione delle attività commerciali: la libreria e il negozio, la caffetteria e il ristorante.
L’arte contemporanea in particolare, sta offrendo sempre maggiore spazio a nuove figure professionali: art handler (o art maker), courier, art advisor, registrar.
L’art handler È un esperto manovratore di opere d’arte: le ispeziona per determinare come, dove, quando trasportarle, sa come avvolgerle correttamente negli imballaggi, allestisce gli spazi espositivi e sa districarsi tra lavori di falegnameria, edilizia, elettricità, idraulica e anche informatica perché deve essere in grado di risolvere i vari problemi tecnici che possono presentarsi prima, durante e dopo l’allestimento di una mostra.
Il courier è l’accompagnatore ufficiale dell’opera e ha il compito di compilare e firmare la cartella che ne certifica lo stato di corretta conservazione durante gli spostamenti (si chiama “condition report”).
Altra figura importante, oggi, nell’arte contemporanea è l’art advisor. È insieme storico dell’arte e consulente finanziario, orienta la compravendita di opere come un personal shopper dell’arte. I suoi clienti sono collezionisti privati, fondazioni e banche. L’art advisor offre informazioni sugli artisti che garantiscono investimenti più proficui, valuta le opere indicate dal cliente consultando le banche dati, lo assiste nella compravendita e lo rappresenta nelle aste.
Il registrar lavora in Musei e Fondazioni. I suoi compiti possono variare a seconda delle dimensioni del museo e della sua organizzazione. È colui che si occupa degli spostamenti di un’opera d’arte, soprattutto nei prestiti. Il registrar incaricato dei prestiti in uscita (Outgoing o Loans Registrar) è responsabile del trasferimento di un’opera d’arte una volta che la direzione del museo prestatore ha dato il proprio assenso al momentaneo trasferimento dell’oggetto. Il registrar deve curare la corrispondenza con l’organizzatore della mostra, ottenere le autorizzazioni, predisporre la documentazione, l’assicurazione, l’imballaggio e l’accompagnamento dell’opera da parte di un courier. In alcuni musei, l’Outgoing/Loans Registrar è incaricato anche degli spostamenti interni (da una sala all’altra, per esempio), della gestione dei depositi e degli aspetti legali relativi ad acquisizioni e donazioni.
Il registrar addetto alle mostre (Exhibitions Registrar) lavora per conto dell’istituzione che ha richiesto il prestito delle opere. Sulla base delle indicazioni del curatore della mostra, il registrar fa le richieste di prestito, cura la corrispondenza con i prestatori, controlla i contratti o gli accordi di prestito, collabora alla stesura del budget, coordina e supervisiona le operazioni di assicurazione, trasporto, accoglienza, controllo e posizionamento delle opere destinate all’esposizione.
Tiziana Giuberti, presidente dell’Associazione Registrar di Opere d’arte, in un’intervista rilasciata al sito di Ing Direct nell’aprile 2012 racconta:
«Nel nostro paese ancora non abbiamo ottenuto un riconoscimento ufficiale a livello ministeriale pur rivestendo un ruolo fondamentale nella gestione delle collezioni museali. La figura del registrar viene nominata per la prima volta nell’Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei, del maggio 2001. Da allora qualche progresso è stato fatto ma ancora sono pochi i documenti ufficiali in cui la figura professionale è riconosciuta come essenziale nell’organico di Musei, Istituzioni e Fondazioni artistiche».
Cosa serve per diventare registrar? «Il testo più significativo è forse La carta nazionale delle professioni museali di Icom del 2008. In questo documento la figura del Registrar è descritta in maniera abbastanza dettagliata e tra i requisiti per l’accesso all’incarico vengono richiesti: laurea triennale o diploma di laurea secondo il vecchio ordinamento, corsi di formazione attinenti agli ambiti sopra descritti, esperienze pregresse nell’ambito di attività, conoscenza almeno della lingua inglese. Questi requisiti sono gli stessi che noi richiediamo a chi si voglia associare a Registrarte: diploma di laurea o diploma universitario triennale in materie attinenti ai beni culturali unito ad un’esperienza di lavoro nel settore dell’organizzazione di mostre, gestione di collezioni (inventario e catalogazione, gestione dei prestiti, movimentazione di opere d’arte), circolazione dei beni culturali (esportazione, importazione, autorizzazioni al prestito) della durata di almeno due anni (inclusi gli stages in Italia e all’estero). In alternativa avere un’esperienza professionale almeno quinquennale in uno dei seguenti campi di attività: organizzazione di mostre, gestione di collezioni (inventario e catalogazione, gestione dei prestiti, movimentazione di opere d’arte), circolazione dei beni culturali (esportazione, importazione, autorizzazioni al prestito)».
Ci sono dei corsi di laurea per la formazione di registrar? «Purtroppo non esistono veri e propri corsi di laurea dedicati alla formazione della figura del registrar ma piuttosto una serie di corsi, master e iniziative “sparse”. Negli anni più recenti segnalo il Master post-laurea dedicato al Collection/Exhibition Registrar per l’arte contemporanea e il design che si è concluso il 31 dicembre 2010, presso la Scuola Regionale Enaip di Botticino (Bs); alcune Facoltà (ad esempio quella di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Ferrara) hanno dedicato alcuni dei loro corsi ad argomenti che sono tipici del ruolo del registrar quale ad esempio la “Movimentazione di opere d’arte contemporanea” (corso che ho tenuto io stessa per due anni, 2009 e 2010, per la laurea Specialistica in Conservazione e diagnostica di opere d’arte moderna e contemporanea); la Scuola professionale regionale di Villa Montesca a Città di Castello, nel 2010 ha attivato un corso di formazione dal titolo “Registrar – Corso per Esperto in organizzazione di esposizioni ed in movimentazione di opere d’arte”».
( Intervista estrapolata da: http://vocearancio.ingdirect.it/i-nuovi-mestieri-dellarte-contemporanea/)